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Accordi | 23/06/2010

Canale cerca di salvare la legatoria di Borgo San Dalmazzo

Da circa 200 i dipendenti sono scesi a 55, attraverso il ricorso, con accordi sindacali, a tutti gli strumenti previsti dagli ammortizzatori sociali, ma adesso la sfida è quella di salvare quello che rimane della legatoria di Borgo San Dalmazzo che fa capo al gruppo Canale di Borgaro Torinese. La chiusura della legatoria di San Dalmazzo, di fronte a un drastico calo dell'attività (si è passati da 25 a 5 milioni di cartonati rilegati) era stata annunciata già l'anno scorso dall'azienda torinese. Poi però, grazie anche all'intervento delle forze sindacali e degli enti locali e alla disponibilità offerta dalla Canale (perché a nessun imprenditore piace chiudere un'azienda e lasciare a casa i dipendenti) si è percorsa la strada concordata della riduzione del personale. Adesso, spiega Giacomo Canale (in foto), siamo impegnati a capire come potrebbe proseguire l'attività della legatoria che, limitata solo alle commesse del nostro gruppo, è economicamente non sostenibile. La soluzione potrebbe essere quella di una terziarizzazione e quindi un'apertura al mercato.
Se la soluzione definitiva verrà presa solo nei prossimi mesi, sperando che sia appunto quella di salvare quello che resta della legatoria di Borgo San Dalmazzo, il Gruppo Canale (450 dipendenti per circa 80 milioni di euro di ricavi e poli produttivi per la stampa piana e roto a Borgaro Torinese e in
Romania) cerca di affrontare al meglio questo momento di crisi del mercato per cui, sottolinea sempre Giacomo Canale, non si vedono ancora spiragli di ripresa.

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